Fake Curls - True stories of a walking perm

Trattenere le parole

Ho letto or ora un aforisma di Serena Santoreli, che non leggo granché ma che con un breve paragrafo ci ha azzeccato, perlomeno con me.

"Ci sono persone che le parole non le trattengono. […] persone così, quando cominciano a trattenere la parola, hanno semplicemente smesso di crederci."

L’ho molto accorciata, ma era una citazione sulle persone determinate e “di cuore” che pur di salvare un rapporto “perseguitano” l’altro fino a che non parla anche lui, fino a che insieme non risolvono il problema che li tormenta.

Io solitamente non trattengo le parole, anzi, le lancio; è capitato di far male, a volte anche di dare un colpo buono e assestatore, di sicuro non ho mai lasciato indifferente il mio bersaglio di turno.

Sento, tuttavia, di aver bisogno di conservare i miei colpi, almeno per un pò.
Dato che dico sempre che le parole hanno un peso e un valore, forse è giunto il momento di andarci piano e di non spargerle al vento in modo tanto disinvolto e assoluto.

Da un paio di mesi sto tenendo un diario e, anche se non ci scrivo tutti i giorni, credo mi stia aiutando a rivedere un pò me stessa e quello che penso.
Ecco perché non ho più scritto qui, in questa piattaforma tanto bella e socievole quanto sterile e a volte perfino malsana per i miei pensieri.

Non ho più voglia di lasciar scritti qui i miei sfoghi, le mie riflessioni o le mie prospettive: troppo facile per chiunque leggere, commentare e di conseguenza giudicare. Alle mie parole ci tengo, voglio proteggerle, voglio anche correggerle e “abbellirle” così da non temere più il giudizio altrui.

Su un diario mi appaiono tutte davanti, scritte a penna e molto più “sentite”, nonché incensurate; bisogna che le affronti in questo modo molto più privato e personale.

Almeno per un pò, poi non so se sarà sempre così.

Mi piaceva scrivere qui, davvero.

E’ che mi sono accorta di essere più riservata e sensibile di quanto non credessi.

L'attività omosessuale del giorno augura Buon San Valentino ai cuoricini accoppiati e anche a quelli che sono ancora timidi, tormentati e/o solitari. Lasciatevi corteggiare a suon di petali di rosa e pettorali villosi da Paul Stanley dei KISS, qui ritratto come se fosse la Seredova nel nuovo calendario Pirelli.

L'attività omosessuale del giorno augura Buon San Valentino ai cuoricini accoppiati e anche a quelli che sono ancora timidi, tormentati e/o solitari. Lasciatevi corteggiare a suon di petali di rosa e pettorali villosi da Paul Stanley dei KISS, qui ritratto come se fosse la Seredova nel nuovo calendario Pirelli.

somosrockmx:

Kiss / Paul Stanley: Valentine’s Card

Buon San Valentino, amore mio XD mattiagentili

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Kiss / Paul Stanley: Valentine’s Card

Buon San Valentino, amore mio XD mattiagentili

"Non mi piacciono le provocazioni stupide"

E’ una citazione di un educatore della ludoteca.

E’ buono, caro, paziente, giocherellone, ma quando si arrabbia si arrabbia; la cosa che lo rende “invincibile” è il fatto che non alza mai la voce, si limita a scandire bene le parole e abbassa il tono di un’ottava o due, e con frasi come questa riesce a far sentire una merdina qualunque bambino un pò troppo buontempone.

Me la sono segnata, questa frase: mi è piaciuto il momento, il modo in cui l’ha detta. Serviva, c’era bisogno di una “bacchettata”, difatti i bimbi dopo si sono comportati piuttosto bene.
A volerla dire proprio tutta è una frase che servirebbe anche tra adulti fatti e finiti, ma che ve lo dico a fare…

Se si parla di “provocazioni stupide” a me vengono in mente i soliti discorsi poco produttivi e buoni solo a metter zizzania - vedi le petulanti domande dei genitori sul tuo futuro, oppure le loro frecciatine per farti sentire in colpa quando tu vuoi essere indipendente e loro sono rimasti a quando avevi appena imparato a camminare e a malapena sapevi parlare.

Diamine, saranno anche adulti, ma ci vuole una pazienza con loro…
Non sempre ce l’ho, lo ammetto.
E’ capitato più volte di rispondere per le rime alle infinite ramanzine al veleno di mia madre, o di scacciare mio padre come se fosse un seccatore quando mi chiedeva se avevo trovato lavoro.
Ma io so parlare in nome di me stessa, so agire per il mio bene e ce la metto tutta. Non ci metto il tutto loro, casomai.

Mi scuso per la forma, ma non per il contenuto.

Io a me ci tengo e ci sto attenta, grazie. Non preoccupatevi. Vi voglio bene anch’io (anche se talvolta non sembra, perché ci arrabbiamo).

L’armatura

Se lasciamo da parte le vagine vaganti (ne ho conosciuta una a Livorno di recente, poi dovrò assolutamente parlarvene) e le lettrici di Fabio Volo (ne conosco qualcuna. Ma poi perché?)… da donna dico che è bello conoscere un universo tanto vasto e pieno di emozioni come quello femminile.

E’ anche vero però che sono molte le rotture di coglioni.

Talvolta mi sembra, nella piccolezza del mio corpo, di essere Schwarzenegger dalla forza e dal senso di controllo che ho, come femmina. 
Io ci andrei anche, nel panico, oppure potrei scoppiare a piangere e deprimermi durante un litigio o un momento di sconforto.
Il problema è che penso a come potrei apparire: penosa o paranoica. Perciò ci rinuncio, piuttosto corro in un angolo, mi chiudo in una stanza e mi sfogo per conto mio senza neanche guardarmi allo specchio.

Una donna che piange o va in paranoia è peggio di un neonato: ti coglie impreparato e terrorizzato. E soprattutto da molto fastidio.

Ma davvero sono solo io l’unica che non fa vedere nemmeno un occhio lucido?
Seriamente preferisco stringere i pugni in tasca e dire “sì sì” andandomene piuttosto che menare le mani?

Il bello è che poi mi si da della menefreghista.
Dopodiché faccio la figura del Messia, perché sono "una persona forte e saggia".

Non diciamo cazzate. Non è che faccio chissà che.

Io non mi lascio travolgere emotivamente se non ne vale la pena.
E ne vale la pena solo davanti a film come "Love story" o "Ghost".
Io dico… non ci vuole tanto.
Solo un minimo di cervello e di senso pratico.

"Come ha potuto farmi questo, eravamo amiche da una vitaaahhh…"
E’ successo e dato che è una donna molto furba che ti conosce molto bene c’è un’alta probabilità che possa succedere di nuovo. Invece di sbatterci la testa contro, mollala. Cosa sono tot anni di amicizia (se vuoi chiamarla così) davanti al tuo amor proprio? Preferisci fare di nuovo la figura della stupida? Fai i tuoi conti.

"Gli uomini sono tutti uguali."
E che scoperta avresti fatto? Vuoi che qualcuno ti ci faccia un teorema sopra?
Ma sì che sono tutti uguali. Lo siamo anche noi.
L’uomo perfetto non lo ordini su Amazon , non ti arriva bell’e pronto. Devi essere TU a essere perfetta per te stessa e per lui. Allora sì, avrai l’uomo perfetto. E se non accade, mollalo perché è un povero imbecille che non capisce niente, almeno non con te.

"Non farò la fine di mia madre."
Perfetto, sei già sulla buona strada, auguri. Quando avrai recuperato il ritegno e avrai smesso di fissarti sulla faccenda chiamami.

"E’ uno stronzo ma non riesco a lasciarlo!"
Mio Dio, ma che cazzo dici.
Sì che ce la fai. Muovila, quella bocca. E anche le gambe. Poi frigna, lagnati, stai male e volta pagina.

Non è che "il problema sono io" o che "al mondo sono tutti stronzi", questi sono luoghi comuni che un tizio tanto tempo fa ha inventato per giustificarsi in modo molto maldestro.
Vivere è già bello di per sé, e vivere bene è addirittura possibile.
Ma non si può pensare di tuffarsi di testa in questa marea di avvenimenti che ci attendono senza un’"armatura".
Essere i cavalieri di noi stesse prima di tutto ci fa spiccare in mezzo alla folla.
Poi ci rende misteriose e possibilmente affascinanti, a tratti addirittura tenere.


Siamo sempre in tempo a toglierci l’elmo, a far vedere che sotto la panziera abbiamo la nostra sensualità da offrire, a non risultare troppo spigolose per colpa dello spallaccio.

E’ un segno di grande rispetto e stima verso le persone che vogliono conoscerci meglio e che se lo meritano, perché magari anche loro indossano o hanno indossato un’armatura, e l’hanno saputa usare.

Niente di speciale, ma non noiosa

Di avventure ho sempre un pò avuto una voglia latente: voglia di viaggi avventurosi, di persone avventurose, di un lavoro avventuoroso e di sesso avventuroso.

Ma alla fine non ho mai “trasgredito” la tacita regola che un pò mi è stata trasmessa dalla mia famiglia, e un pò è impressa nella mia mente perché mi piace applicarla: "Non combinare casini e forse starai bene."

A 16 anni, quando di casini ne volevo combinare a frotte e non sapevo da dove cominciare, conobbi una donna di 33, precaria, single e sempre allegra; qualche volta mi invitò anche a uscire con lei e i suoi amici, tutti molto più grandi di me, nonché contenti di avermi con loro - probabilmente li intenerivo o li divertivo.
Ero sempre emozionata quando uscivo con quel gruppetto: mi sembrava di fare una cosa fighissima e fuori dagli schemi, non ero abituata ai loro discorsi, alla loro elasticità, al loro essere trentenni liberi e spregiudicati. Non c’ero proprio abituata, dato che a trent’anni i miei avevano avuto me e facevano i genitori sobri e responsabili.

Oggi sono un pò più grande, ma mi fa ancora “strano” conoscere persone più grandi o comunque più "a briglia sciolta" di me: sento che viaggiano, fanno esperienze che non tutti affronterebbero, hanno relazioni-lampo, passano ogni singola sera fuori casa senza preoccuparsi di cosa faranno o di quando e dove dormiranno.

Io non sono affatto così: io do gli appuntamenti, non faccio quasi mai più tardi delle due e mezza di notte, le avventure amorose mi feriscono sia nei sentimenti che nell’orgoglio, in sintesi tendo ad essere un pò rigida e in un’uscita di gruppo sono quella che ascolta e che solitamente non ha granché da dire, neanche una barzelletta sporca perché me le dimentico.

Se un ragazzo, anzi, un uomo venisse da me ad attaccare bottone in un locale, ecco, già lì mi sentirei come se fosse successo qualcosa di incredibile; se poi mi venisse proposta una qualsiasi cosa fuori dal comune - e per me sono tante le cose fuori dal comune - reagirei con assoluta incredulità, ma quasi certamente risponderei "No, grazie", anche a costo di passare per noiosa.

La cosa buffa è che io non sono affatto noiosa.
A me piace “inscatolare” diversi momenti, istanti della mia vita, e ogni tanto nella mia testa li riguardo; l’adrenalina me la faccio salire così.

Un mese fa ho toccato il pancione di una ragazza che conosco; con il palmo ho sentito la testa della sua bambina, ho squittito qualcosa di scemo come “Oddio, c’è qualcosa qui!” e l’ho fatta ridere.

Due notti fa la mia cagnolina, Nikita, voleva fare di tutto tranne dormire, così si è messa a scorrazzare sotto il letto e quando l’ho richiamata mi ha abbaiato per poi trotterellami incontro, facendomi scoppiare a ridere.

Tutte le volte che ascolto una canzone di Springsteen ripenso che sono stata ad un suo concerto, a come mi sentivo quando mi guardavo attorno e vedevo lo stadio pieno: era come dopo un tuffo in mare, nell’attimo in cui smetti di cadere in basso e stai per riemergere a galla. Mi sentivo sospesa e leggera.

L’altro giorno ho salutato i bimbi della ludoteca e ho imboccato l’uscita, ma mi sono subito fermata perché una bimba mi aveva richiamato. “SIlvia, Silvia!”
Mi sono girata e mi ha semplicemente detto “Ciao!” per poi chinare in avanti la testa, in attesa.
Ho esitato un attimo e poi le ho dato un bacino nei capelli. Mi ha sorriso ancora ed è corsa via.

Poi ci sono tutte quelle scatoline ancora più piccole: le volte in cui osservo mamma e vedo che è di buon umore, quando rido con mia sorella, oppure quando guardo il mio ragazzo dritto dritto negli occhi e riesco a vedere la sagoma della mia testa.


Se passassi un’intera giornata a contemplare i miei "momenti inscatolati" non reggerei davanti all’emozione, perciò mi limito a dar loro un’occhiata di tanto in tanto, quando mi sembra di passare un momento vuoto o negativo: è un modo per rendermi conto di quanto io sia fortunata e anche piuttosto brava a non dare niente per scontato.

Si può dire che sono noiosa, ma non che non abbia le mie risorse.

Un minuscolo momento di schifo

Vai a fare del bene.

Volevo fare la pseudo-artista-hipster oggi, così ho approfittato di un momento di svago dei bambini in ludoteca ho fatto loro una foto mentre disegnano sulla lavagna. Niente facce, niente parti del corpo scoperte - manine a parte - solo testoline piene di capelli.

7 cuoricini di apprezzamento in tutto da oggi.

Due li conosco: sono di abatelunare e di giulworld, miei follower, tutto ok.
Altri no.

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Fate schifo al cazzo e spero lo sappiate.

State su Tumblr a menarvelo tutto il giorno come degli ossessi e la ostentate pure, questa vostra malattia. Mò pure con le sagome fotografate di due creature ve lo menate.

Ma morite.

Niente più foto carina e - ahimè - a quanto pare troppo arrapante per questi sudici. L’ho rimossa per ovvie ragioni di sicurezza.
Spero però che in futuro una di quelle manine, che prima o poi cresceranno, vi spaccherà la faccia dal disprezzo. Ve lo meritate.

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Più di 10 anni fa con Pluto abbiamo lentamente costruito la nostra “stairway to heaven”.
Oggi ci prepariamo a percorrerla con Nikita, è un giorno felice :)

Più di 10 anni fa con Pluto abbiamo lentamente costruito la nostra “stairway to heaven”.
Oggi ci prepariamo a percorrerla con Nikita, è un giorno felice :)

Battute a effetto o “Scontro tra titani”

Dopo due giorni di implacabili e abusive repliche sarcastiche, capito davanti a mia madre e noto che sul tavolo ci sono alcuni cilindretti di gomma; mi ricordo che nel nostro bagno c’è un tubo che perde.

Io: “Sono per il tubo questi, vero?”
Madre: “Bè, sai, come anelli di fidanzamento non credo vadano bene…”
Io *sorriso*: “Mamma, avresti anche rotto il cazzo con questo tuo sarcasmo dimmerda!”
Madre *senza scomporsi*: “Bè, anche questo cazzo avrebbe rotto il cazzo…”
Io: “Almeno il mio è sincero e non fa del sarcasmo!”

Scontro tra titani.

(Bambini, non rispondete male ai vostri genitori, a meno che uno dei due non sia matto almeno la metà di voi.)

GG - Gente Grassa

A casa mia il digitale terrestre non prende il canale 69, quello di Radio Capital TiVù, perciò la mattina devo accontentarmi di fare zapping mentre ho la colazione davanti; quando non becco "Una mamma per amica" su Italia 1 posso stare certa che beccherò "Extreme Makeover Diet Edition".

Vedere Chris Powell mi fa piacere - è un bellissimo ragazzo - ma francamente mi disturba quando è troppo pedante o melodrammatico con i suoi “pazienti” sovrappeso. E’ proprio un americano, un americano dell’Arizona, un di quelli di cui non si può non fare una caricatura: sempre a dire "Devi farlo per te stesso", "Abbatti le tue barriere", "I carboidrati ti uccideranno", e quando poi si mette a frignare quando i suoi pazienti gli raccontano della loro vita difficile….. il tutto davanti a delle telecamere e nel modo più plateale possibile, è chiaro, altrimenti non è abbastanza divertente osservare delle persone obese che sudano.

Trovo squallido per delle persone tanto in difficoltà lasciarsi degradare così, credo che un personal trainer sia capace di farti tornare in forma anche senza tutta quella commedia, ma del resto io sarei una pessima produttrice TV…

Una di queste enormi persone stamani stava facendo gli squat e io tremavo al pensiero di quanto le sue ginocchia stessero soffrendo; non deve essere affatto facile né indolore sollevare tutto quel peso e accettare il fatto che sei stato tu a ridurti così nel pieno delle tue facoltà.

(E adesso farò di questo programma realtimeiano una filosofia)

La cosiddetta GG - Gente Grassa - non è certamente solo su Real Time, anzi, personalmente io la vedo un pò dappertutto ultimamente.
Anche io sono diventata "grassa" di questi tempi: ho dei macigni dentro, da qualche parte nella testa, che mi rendono pesante e che mi fanno sentire sia una stupida che una combattente, perché le puttanate varie che non mi servono a nulla se non a rendermi negativa le ho prodotte tutte io in vari momenti di debolezza e liberarmene ha spesso richiesto uno sforzo che a volte sono riuscita a sostenere, altre volte no - per paura o per pigrizia.
In mia difesa dico che questa è l’eredità di mia madre: lei è proprio un’"obesa" al riguardo, una brava donna che purtroppo è condannata all’angoscia perenne, a una zavorra che non sa più nemmeno lei quanto sia grande, sa solo che la tiene giù, crogiolata nella sua stessa negatività come un obeso vero e proprio affossato nel divano.
Se vi dovessi dire che è depressa vi mentirei.
Tuttavia non è una di quelle persone che puoi guardare per poi dire con certezza che è felice.

Mi piacerebbe sapere perché deve esistere, questa GG, o meglio, perché deve morire “grassa” quando può tornare “magra” - non secca e arida, solo “magra”.

Ieri mattina io stavo male, le pensavo tutte, ero molto spaventata e "schiacciata" dal peso delle mie seghe mentali; dopo qualche ora e un pò di musica sono riuscita a lasciarle andare, ad allontanarle, e anche se so che torneranno io mi farò trovare preparata: sono “grassa” ma cerco di “tenermi in forma” a modo mio.

Non posso dire lo stesso di tanta, troppa altra gente, che invece si affloscia e non fa più niente per trovare un motivo, un dettaglio, un qualcosa a cui può aggrapparsi per tornare in piedi e andare avanti.

Voi conoscete dei "magri"? Io sì, qualcuno, ed è davvero in forma.
Altri sono un pò più "cicciottelli" ma non si lasciano andare, tengono duro - e tra questi mi ci metto anch’io!